Distretto del mobile dell’Abruzzo centro-settentrionale

La realtà mobiliera abruzzese copre tutta la fascia costiera centro- settentrionale della regione, da Teramo a Pescara, e coincide con l’area più industrializzata dell’Abruzzo: il litorale Adriatico rappresenta infatti il centro vitale dello spazio economico, con il 42% dei posti di lavoro nell’industria (mobili, tessile-abbigliamento, calzature, alimentari). Come per gli altri distretti industriali abruzzesi anche quello del mobile si è sviluppato seguendo il modello adriatico autocentrato sulle piccole imprese, con la creazione, in alcune aree, di veri e propri sistemi locali, a specializzazione manifatturiera e non. Il distretto abruzzese del mobile affonda le proprie radici nei centri abitati della costa dove era diffusa la lavorazione del legno e in particolare la produzione di tavoli. Il passaggio dalle botteghe artigiane alle prime piccole imprese ha avuto inizio intorno agli anni cinquanta per poi svilupparsi nei secoli successivi.
Nel 1976 è iniziata anche l’avventura imprenditoriale della Las Mobili di Tortoreto, una delle principali imprese italiane di mobili, leader nel settore dei mobili per l’ufficio. La produzione è differenziata, tanto che si possono individuare tre aree di diversa specializzazione produttiva all’interno del settore mobile: a Teramo si producono prevalentemente divani, ad Atri, mobili per cucina, a Giulianova, Pescara e ancora ad Atri, soprattutto mobili per ufficio e scaffalature metalliche. Il Distretto è costituito soprattutto da piccole unità produttive, la cui specializzazione per fasi si traduce spesso in terzismo. Non mancano realtà più grandi che superano i 100 addetti e i 5.000.000 di fatturato annuo, anche se la realtà prevalente rimane quella dell’azienda di piccole dimensioni.
Distretto di Mazara del Vallo. Seconda missione in Libano del Distretto della Pesca nell’ambito di un progetto sostenuto dall’Onu e dall’Unifil
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“La pesca come vera ambasciatrice di pace” – Questo il leit-motiv della seconda missione esplorativa in Libano da parte del Distretto Produttivo della Pesca-Cosvap di Mazara del Vallo per la realizzazione di un progetto di cooperazione con le associazioni di pescatori palestino-libanesi nell’ambito di un programma di sviluppo coordinato dall’Undp, Agenzia dell’Onu e promosso dalla Sudgest Aid (Società consortile partecipata dalla Link Campus University e dal Formez). Dopo la missione dello scorso 16 e 17 febbraio concentrata nell’area di Al Bared, campo profughi nel Nord Libano, il presidente del Cosvap, Giovanni Tumbiolo, ha partecipato, dal 24 al 25 aprile, con diversi di funzionari delle Nazioni Unite, ad una missione, su richiesta dell’Unifil (il contingente internazionale che guida le forze di peacekeeping in Libano), nel sud del Libano, nell’area “calda” a confine con Israele.
La delegazione di esperti guidata da Tumbiolo ha sostenuto, grazie al supporto dell’Ambasciata d’Italia a Beirut, un incontro operativo con il contingente italiano dell’Unifil di stanza nel porto di Naqoura, in un’area a forte presenza “hezbollah”.
All’incontro hanno partecipato, oltre al presidente Tumbiolo: il colonnello Gerardo Restaino, vice comandante del Contingente di Pace a Naqoura, il tenente colonnello Giovanni Greco, responsabile del progetto “Pesca” dell’Unifil, il dott. Francesco Bicciato responsabile del programma di cooperazione internazionale “Art Gold” dell’Undp, Marco Calamai, rappresentante per l’Italia dell’Undp, Maurizio Zandri, direttore generale della Sudgest Aid ed i rappresentanti delle autorità locali. All’incontro ha partecipato anche una delegazione di pescatori del piccolo porto libanese.
L’obiettivo del Distretto, di concerto con la Regione Siciliana, è quello di proporre, un sistema di cooperazione fra pescatori di diversa etnia e religione sul modello già realizzato nel comparto peschereccio di Mazara del Vallo nel quale, ormai da anni, si registra la pacifica convivenza fra lavoratori autoctoni di religione cristiana e lavoratori maghrebini di religione musulmana.
La missione della delegazione italiana è proseguita, con gli stessi obiettivi, nell’area di Al Bared ed in una località marittima a sud di Beirut, ed, in sinergia con le autorità libanesi, è stato deciso che prossimamente una delegazione libanese, formata da rappresentanti delle tre località marittime e da pescatori musulmani e cristiano-maroniti, si recherà in visita a Mazara del Vallo per conoscere da vicino i sistemi di pesca praticati nello stesso Distretto mazarese e per intraprendere una possibile cooperazione con il Distretto della Pesca per lo sfruttamento razionale dell’areale di pesca antistante le coste libanesi
“Ho motivo di ritenere –ha dichiarato Giovanni Tumbiolo- che, alla luce degli incontri libanesi, la pesca siciliana possa trarre notevoli occasioni di sbocchi di lavoro, a condizione però –ha sottolineato- che gli enti locali in testa sappiano far sistema per trasformare la Sicilia, attraverso le sue imprese ed i suoi distretti, in un territorio catalizzatore di progetti di cooperazione e di pace”.