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Risolvere con successo conflitti transfrontalieri ed interculturali

Conferenza Internazionale di mediazione nell’ambito del programma della Commissione Europea “Civil Justice”
Risolvere con successo conflitti transfrontalieri ed interculturali
Dal 20 al 21 ottobre 2011
presso il The Hilton Florence Metropole hotel
Via del Cavallaccio, 36
Firenze
Dal 20 al 21 ottobre si terrà a Firenze la prima conferenza internazionale sul tema della Mediazione Transfrontaliera, dal titolo: “Mediation in cross-border disputes”.
La conferenza, patrocinata dal Ministero della Giustizia polacco e della Bassa Sassonia, nonché dal Comune di Firenze, sarà organizzata da Resolutia, associazione di professionisti leader in Italia nel settore delle ADR (che ha lo scopo di promuovere e di diffondere l’utilizzo di metodi alternativi di risoluzione delle controversie), in collaborazione con le due società di consulenza culture.communication e Steinbeis Beratungszentrum Wirtschaftsmediation, entrambe con sede principale in Germania.
Tanti gli approfondimenti e le novità per il primo “big event” del progetto “Mediazione on-line nei conflitti transfrontalieri“, co-finanziato dalla Commissione Europea, nell’ambito del programma “Civil Justice 2007-2013” e che ha lo scopo, di fare il punto sulla mediazione transfrontaliera attraverso una sezione plenaria ed una serie di workshop, tenuti da professionisti di tutta Europa e d’oltreoceano.
All’evento parteciperà, infatti, una ricca rosa di relatori di fama internazionale, tra cui il noto William Ury, uno dei fondatori del Programma Harvard per la risoluzione dei conflitti, attuale membro senior del progetto “Harvard Negotiation Project”, considerato a livello mondiale uno dei maggiori esperti tra i negoziatori nelle trattative e mediazioni internazionali. Il suo libro “L’arte del negoziato” è stato tradotto in numerose lingue e venduto in milioni di copie.
Saranno approfonditi temi di forte rilevanza che stanno prendendo sempre più piede nel panorama giuridico nazionale ed internazionale. La mediazione per le controversie transfrontaliere ed interculturali, infatti, negli attuali contesti economico-giuridici e sociali, assume una importanza strategica significativa. In particolare nel settore aziendale la mediazione viene impiegata non solo per risolvere controversie tra imprese, ma anche al fine di prevenire e comporre conflitti all’interno delle stesse equipes di lavoro, i cui componenti appartengano a differenti realtà culturali.
Il vantaggio della mediazione rispetto ai procedimenti giudiziali, oltre all’indubbio risparmio di denaro e tempo, consiste nell’elaborazione di una soluzione condivisa del conflitto, che permette di salvaguardare i rapporti, anche in funzione di una durevole collaborazione nel futuro.
“Quest’incontro vuole rispondere alle esigenze di molte imprese, enti, professionisti e cittadini che si devono confrontare con paesi stranieri per la risoluzione di controversie – ha affermato Cristiana Marucci, avvocato e socia di Resolutia, communication manager del progetto elaborato nell’ambito del programma Civil Justice – fornendo metodi e strumenti pratici ed efficienti in tema di gestione dei conflitti , tra cui il nuovo sistema di gestione telematico”.
Scopo del progetto è l’elaborazione di standard uniformi di mediazione interculturale per gestione dei conflitti transfrontalieri. Uno degli strumenti privilegiati attraverso cui verranno gestiti i procedimenti di mediazione sarà la piattaforma on-line, che permetterà l’abbattimento delle barriere spazio-temporali tra le parti, per mezzo del collegamento in video-conferenza.
“La nostra piattaforma online consente di oltrepassare i confini tra gli Stati, le barriere culturali ed economiche favorendo così la riuscita della conciliazione. È infatti possibile attivare una conciliazione a distanza. Attraverso una co-mediazione verrà formulata una proposta di risoluzione per il raggiungimento di un accordo utile a entrambe le parti. Questo progetto è una svolta importante per la risoluzione delle controversie – continua l’avvocato – perché risolve i problemi legati alle distanze fisiche e culturali e poichè ha già visto ottime applicazioni anche sul territorio italiano”.
Dopo la chiusura della conferenza, il 21 ottobre 2011, William Ury, mediatore di fama internazionale, consulente di capi di stato, società multinazionali, autorità governative, terrà un workshop sulle “Tecniche e strategie di negoziazione nelle controversie trasfrontaliere” analizzando anche casi pratici. L’evento è una occasione senza uguali per assistere ad una lezione di negoziazione tenuta dal più famoso esperto in materia a livello mondiale, nella sua unica visita in Italia dell’anno 2011.
“La mediazione come metodo moderno per la risoluzione di controversie non può più essere ignorata. Proprio in caso di conflitti transfrontalieri e interculturali può garantire soluzioni che assicurino la tutela dei diritti e delle esigenze di tutti i partecipanti“, riassume il Segretario di Stato del Ministero della Giustizia della Bassa Sassonia, il Dott. Jürgen Oehlerking.
Per maggiori informazioni contattare:
Avv. Cristiana Marucci (marucci@resolutia.it )
Avv. Claudia Covata (covata@resolutia.it )
Avv. Paola Ventura (p.ventura@lascalaw.com )
I prezzi della frutta precipitano sotto i prezzi di produzione

“La filiera dell’ortofrutta va riequilibrata”. Lo sottolinea Confagricoltura in relazione alle dinamiche flessive delle quotazioni della frutta. “C’è un forte divario tra il prezzo pagato al produttore ed il prezzo finale al consumatore – osserva Confagricoltura -. L’estate scorsa le nettarine spuntavano all’origine 75 centesimi al kg e le pesche 61. Oggi le quotazioni sono praticamente dimezzate”. Un kg di pesche noci (nettarine) – spiega Confagricoltura – viene pagato all’agricoltore 34 centesimi (quindi sottocosto, perché produrlo e raccoglierlo costa almeno 0,45 euro/kg), il grossista lo rivende a 71 centesimi (quindi raddoppiando l’importo) e nei negozi e nella GDO lo si trova a un prezzo che va da 1, 75 euro/kg sulle piazze del Sud, a 1,90 su quelle del Centro, a 2,15 su quelle del Nord (media nazionale 1,95 euro/kg). Per le pesche a polpa gialla si va dai 31 centesimi al kg al produttore, a 1,85 come prezzo medio di vendita finale. “La situazione nelle campagne è drammatica, con quotazioni crollate al di sotto dei costi di produzione, spingendo molti produttori a sospendere l’attività di raccolta. L’agricoltore è anche consumatore ma spesso ce ne dimentichiamo – afferma Confagricoltura -. In più occasioni abbiamo fatto un esempio sintomatico: per acquistare un caffè al bar il produttore deve spendere quanto ricava dalla vendita di tre-quattro chili di pesche”. “Nei passaggi dal campo alla tavola il prezzo delle pesche aumenta di quasi sei volte – denuncia l’Organizzazione degli imprenditori agricoli -. Quello che chiediamo è una diversa ridistribuzione dei ricavi lungo la filiera e che venga calmierato il prezzo al consumatore, in modo da consentire al frutticoltore di poter collocare maggiori quantitativi di prodotto. Perché l’assurdità è che, nonostante i prezzi bassi all’origine, i consumi non crescono”.
Bce: ancora timori per diffusione crisi

Aumenta ancora,purtroppo, lo spread tra i Btp e i tedeschi Bund, a seguito dell’asta dei titoli del Tesoro con scadenza a 15 e 5 anni , terminata con rendimenti in grande aumento. Il differenziale è aumentato fino a 300 punti base, essendo partito a 282 punti. Lo spread tra il Bund e il decennale greco sale a 1.446 punti base , mentre cresce fino a 1.175 punti quello con il decennale irlandese. A Piazza Affari non tira aria buona,visto che il Ftse Mib cede l’1,48% a 18.563 punti e l’All Share l’1,36% . Unicredit ha ceduto l’1,61%, Intesa Sanpaolo il 3,05% e Mps l’1,16%. Anche tra gli energetici e gli industriali ha dominato il ribasso(Enel -1,59%, Eni -1,34%,Fiat -0,07%, Pirelli -1,26%) .
Male anche Mediaset Telecom e Parmalat , che hanno avuto ampi ribassi. L’ atmosfera del mercato, è indubbio, è pervasa dalla paura dell’estensione della crisi ad altri Paesi dell’area euro oltre Grecia, Irlanda e Portogallo. Questo timore è stato ribadito dalla Banca centrale europea nel suo bollettino mensile, dopo che, a giugno, si sono rilevati molti investimenti rifugio, conseguenza del piano di salvataggio della Grecia e delle possibilità di una ristrutturazione del debito greco. Secondo la Bce, le forti ansie, dominanti alcuni settori di mercato potrebbero diffondersi all’economia reale, e ciò potrebbe incidere negativamente sulla ripresa economica.
