Category Archives: Aziende

Portoncini esterni d’ ingresso, tradizionali e blindati

Blindare significa rivestire una struttura con materiale protettivo in grado di  salvaguardarla da qualsiasi eventuale aggressione da parte di agenti atmosferici avversi o da eventi violenti.

Tra i prodotti della Gioma Srl, commercializzati nella città di Udine e in provincia rientrano i portoncini blindati a Gorizia, che detengono le caratteristiche essenziali degli infissi assoggettati a blindatura.

Proteggere l’abitazione con un normale portoncino da esterno, di stampo tradizionale è consigliabile per quanti non necessitino di protezioni particolari, non temano il caldo ed il freddo eccessivi, o che, pur progettando una ristrutturazione edile, volta al miglioramento ecosostenibile, desiderino conservare al locale adibito ad ingresso l’estetica originaria.

Generalmente il portoncino a struttura semplice è leggero e può contenere un anta in vetro, trasparente od opaco, liscio o lavorato, e volendo anche antisfondamento. Inoltre, considerato il costo non eccessivo, la porta priva di blindatura potrà essere sostituita con frequenza, senza aspettare che si deteriori, e scegliendo il design ed il trend attuali.

La performance e l’efficienza dei portoncini blindati a Gorizia, costruiti nel rispetto delle recenti normative europee, risultano decisamente superiori allo standard dei tradizionali portoni da ingresso principale, ed oggi la richiesta di tali prodotti è aumentata, in quanto vengono considerati finiture tecniche ed al contempo identificativi complementi d’arredo.

Ne esistono di tipologie diverse, e i designer si divertono ad ideare portoncini blindati superaccessoriati, dotati di dispositivi elettronici ad elevata sicurezza, con ricifrabilità delle serrature, in autonomia da parte del proprietario.

Ciascuno potrà personalizzare il portoncino blindato, nel lato rivolto verso il vestibolo della casa, come fosse un accessorio d’arredamento d’interni, sostituendo e rivestendo le spesse lamine di legno o di metallo con tessuti preziosi, con pelle, con poster e con dipinti, seguendo un trend di stampo elegante o minimal, e rendendo l’ingresso estremamente piacevole ed accogliente per gli abitanti e per gli ospiti.

Come scegliere un anello di fidanzamento

Scegliere un anello di fidanzamento può sembrare facile, invece è un dettaglio che non andrebbe trascurato, vista anche la molteplicità di modelli attualmente in commercio.
Se è vero che un anello di fidanzamento non ha le stesse implicazioni che riguardano le fedi (che generalmente si portano per tutta la vita e quindi devono essere scelte anche in funzione dell’ergonomia e di quelli che potrebbero essere i nostri gusti in futuro), è comunque ricco di significato e valore affettivo, ottimi motivi per effettuare una scelta ponderata che tenga conto di diversi aspetti.

 

Negli ultimi tempi si è particolarmente diffuso il fenomeno delle gioiellerie e delle oreficerie online. Acquistare su Internet il proprio anello di fidanzamento può essere senz’altro una soluzione vantaggiosa; è possibile confrontare fra numerose offerte quelle più vantaggiose, e scegliere fra una disparata varietà di modelli studiati per adattarsi a tutti i gusti e tute le esigenze.

 

Come per tutte le attività online, ovviamente, è bene documentarsi prima di procedere alla tramissione di dati sensibili quali possono essere il nostro numero di carta di credito o l’account Paypal (per quanto alcune gioiellerie prevedano anche l’opzione di pagamento in contrassegno); consultiamo quindi i feedback di chi ha acquistato prima di noi per sapere come si sono trovati e come hanno valutato il lavoro offerto dal negozio, in termini di competenza, puntualità e precisione. A quel punto sapremo se la gioielleria online che abbiamo scelto è quella che fa al caso nostro.

 

Teniamo anche conto del fatto che lavorazioni particolari potrebbero richiedere del tempo di lavorazione, a cui andranno aggiunti i tempi (e le spese) di spedizione, meglio se rintracciabile con corriere.
Quindi se abbiamo pensato a una data “speciale” per dichiararci, e abbiamo in mente un anello un po’ particolare e diverso dal solito, meglio muoversi in anticipo, soprattutto in prossimità di ferie o vacanze che potrebbero rallentare i tempi di spedizione.

 

Un’ultima parola, da non trascurare, riguarda il tipo di anello di fidanzamento e la lega che andremo a scegliere; sul sito della gioielleria cerchiamo informazioni su eventuali allergeni come il nichel, e dal momento che non sarà possibile provare l’anello prima di indossarlo, tendiamo a prediligere modelli abbastanza versatili e pratici.

I servizi di Cewe per la vostra azienda

Uno dei reparti più importanti di ogni azienda, qualsiasi cosa produca e qualsiasi cosa faccia, è il reparto relativo al marketing e alla pubblicità. La qualità e la cura che chi lavora mette in ciò che fa sarebbe niente se l’azienda non fosse conosciuta dai propri clienti, che possono essere cittadini oppure altre aziende, nel caso dell’ingrosso.

E proprio a proposito di pubblicità, in questo articolo vogliamo parlarvi dei servizi professionali Cewe, legati alla stampa di vario tipo e quindi, di conseguenza, alla pubblicità e alla conoscenza dell’azienda stessa da parte degli altri. Con Cewe è possibile realizzare molteplici prodotti personalizzati, come tazze, magliette, calendari o creare una stampa foto online, direttamente sul web, di grandissima qualità.

Cewe è un’azienda che si occupa di stampa, e stampa le nostre foto o, in alternativa, le nostre immagini, su vari tipi di supporto che vanno dai fotolibri, ai calendari, agli album di fotografie e ai poster passando per magliette e cover per smartphone. Insomma, qualunque cosa ci sia bisogno di stampare, di qualsiasi tipo, Cewe lo permette, e tutto direttamente online, con il lavoro che ci sarà consegnato nel giro di pochi giorni, in base al prodotto di cui abbiamo bisogno.

Le soluzioni sono sia per i privati che per le aziende, e proprio da questo punto di vista possiamo valutare alcuni servizi proposti che ci sono sembrati particolarmente interessanti per le aziende.

Uno di questi servizi sono gli album fotografici, che possono sembrare qualcosa di relativo alle vacanze in famiglia, ma non è così. Ogni azienda, alla fine di un lavoro, scatta delle fotografie per conservare il ricordo del proprio operato e mostrarlo così ai clienti successivi. Da questo punto di vista i fotolibri sono un’ottima soluzione per raccogliere gli scatti fatti anche nel corso di molti anni in un libro unico, che funzionerà come un catalogo da mostrare ai propri clienti.

Raccogliendo ad esempio le foto delle ristrutturazioni, delle costruzioni da zero, degli interni realizzati (penso ad una ditta edile ma queste cose sono adattabili a qualsiasi azienda) e riunendole in un libro fotografico da conservare in azienda o da fornire ai rappresentanti, questo potrà essere mostrato a qualunque potenziale cliente, e farà sicuramente più bella figura rispetto alle fotografie che scorrono sullo schermo di un computer o di un tablet.

Altro servizio interessante proposto è quello relativo ai gadget, ovvero calendari personalizzati, tazze personalizzate e cover per cellulari. Tutti oggetti di cui non sentiamo il bisogno, ma oggetti che le aziende spesso regalano, magari in occasione delle festività natalizie, ai propri clienti o fornitori, in un’ottica di fidelizzazione.

In questo caso, perché non sostituire il classico portachiavi con uno di questi oggetti che richiami il logo della nostra azienda? Si tratta di una soluzione interessante, utile e anche comoda, se vogliamo, perché l’altra azienda (o il cliente privato) abbia in casa qualcosa, come una tazza, che utilizzerà nella vita di ogni giorno, ma che gli permetterà costantemente di ricordare l’esistenza della nostra azienda, qualora avesse bisogno del nostro servizio.

I servizi professionali Cewe, insomma, vanno visti come se fossero un vero e proprio investimento pubblicitario, in cui si abbina un’immagine o una foto ad un prodotto di uso comune, che, anche se non in modo evidente, contribuisce a pubblicizzare la nostra attività, che non è poco.

Andate subito a provare il servizio di stampa foto online di Cewe; rimarrete stupiti dalla qualità di stampa e del prezzo altamente competitivo.

Perché, come diceva un vecchio proverbio, “La pubblicità è l’anima del commercio”, e i servizi Cewe spingono al massimo questo aspetto.

Il calcolo superficie catastale in un caso di liquidazioni in Emilia

La Corte di Cassazione e il calcolo superficie catastale

L’ordinanza 24469 del 1/12/2015 della Corte di Cassazione stabilisce che, per il calcolo superficie catastale, devono essere considerati anche i muri del perimetro e quelli interni divisori, oltre ai metri quadrati calpestabili. Sono esclusi dal conteggio i balconi, le cantine, il posto auto, le scale, le soffitte e i terrazzi. Bisogna considerare, quindi, tutta la superficie, che non deve essere valutata al netto, perché l’ultima legge a riguardo, il Decreto Ministeriale 1072 del 1969, non menziona la parola “netto”, che invece era presente nella tabella allegata a un Decreto Ministeriale di otto anni prima.

Il calcolo superficie catastale è rilevante ai fini dell’agevolazione sulla prima casa, per ottenere la quale i metri quadri massimi consentiti sono 240.

 

Il caso

In Emilia Romagna è successo che la Commissione Tributaria Regionale ha annullato l’avviso di liquidazione con cui l’Agenzia delle Entrate aveva negato a una società l’iva ridotta al 4% per l’acquisto di una casa, chiedendo il recupero dell’iva intera al 20%. Il motivo è che il calcolo superficie catastale di questa casa era stato fatto senza contare i muri, comprendendo i quali, invece, il totale dei metri quadri era superiore a 240, quindi la società non avrebbe dovuto avere diritto all’iva agevolata al 4%.

 

La Commissione Tributaria Regionale

La Commissione ha deciso di annullare la liquidazione dell’Agenzia perché il calcolo superficie catastale della casa doveva essere fatto al netto dei muri, in base all’art. 3 del Decreto del Ministro dei Lavori Pubblici del 10/5/1997.

 

L’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia ha reagito con un ricorso alla Cassazione, proprio perché la Commissione Regionale non aveva considerato anche i muri, violando così l’art. 1, nota II bis, della Parte prima della Tariffa allegata al D.P.R. n. 131/1986, in combinato disposto con l’art. 6 del D.M. 2/8/1969.

 

La Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha dato ragione all’Agenzia delle Entrate in virtù di quanto disposto dalla sentenza 861 del 2014:

 

In tema di imposta di registro, ipotecarie o catastali, per stabilire se l’abitazione sia di lusso e, quindi, esclusa dai benefici per l’acquisto della prima casa ai sensi della tariffa I, art. 1, nota II bis, del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, la sua superficie utile – complessivamente superiore a mq. 240 – va calcolata alla stregua del D.M. Lavori Pubblici 2 agosto 1969, n. 1072, e va determinata in quella che – dall’estensione globale riportata nell’atto di acquisto sottoposto all’imposta – residua una volta detratta la superficie di balconi, terrazze, cantine, soffitte, scale e del posto macchina, non potendo, invece, applicarsi i criteri di cui al D.M. Lavori Pubblici 10 maggio 1977, n. 801, richiamato dall’art. 51 della legge 2 febbraio 1985, n. 47, le cui previsioni, relative ad agevolazioni o benefici fiscali, non sono suscettibili di un’interpretazione che ne ampli la sfera applicativa.